Page 7 - Edoardo Caruso - Le procedure di affidamento dei servizi di trasporto sanitario
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IANUS n. 31-2025                       ISSN 1974-9805





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               arginare l’espansione del principio di concorrenza oltre ai confini dei mercati.
               I  SIG  devono  dunque  ritenersi  sottratti  dall’applicazione  delle  regole
               concorrenziali  non  tanto  e  soltanto  in  ragione  delle  formule  giuridico-
               organizzative impiegate per la loro erogazione, quanto piuttosto per le finalità
                                                                                 13
               cui i SIG e con essi i sistemi di welfare nazionali risultano preordinati.
                  Se non v’è dubbio che il diritto eurounitario abbia contribuito alla crescita e
               al  rafforzamento  dello  spazio  di  azione  del  mercato  comune,  è  altrettanto
               evidente che l’ordinamento europeo ha permesso un significativo innalzamento
               del livello di esigibilità dei diritti sociali.  Infatti, si può affermare che l’Unione
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               Europea abbia nel tempo spostato il proprio focus dalle implicazioni derivanti
               dal mancato rispetto del principio di libera concorrenza all’interno dei singoli
               Stati  nazionali  ai  bisogni  fondamentali  dei  cittadini  europei,  alla  cui
               soddisfazione  debbono  essere  preordinate  determinate  attività,  tra  le  quali
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               quelle  socio-sanitarie.   In questa  prospettiva, le istituzioni  comunitarie,  nel
               rispetto delle precise competenze attribuite dai Trattati europei ai singoli Stati
               membri in  ordine  alla  definizione  delle funzioni  e degli  obiettivi dei  servizi
               sociali  e  sanitari,  hanno  sviluppato  un  approccio  sistematico  per
                                                                                         16
               l’individuazione  e la determinazione  delle caratteristiche peculiari  dei SIG.
               Queste ultime permettono dunque di annoverare  tra i SIG anche l’attività di
               trasporto  sanitario  di  emergenza  e  di  urgenza.  Essa  rappresenta  un’attività
               disciplinata nelle diverse direttive sugli appalti pubblici che si sono succedute

               privi di rilevanza economica, in Giornale di Diritto Amministrativo, 5/2010, pp. 514 ss.
                  12   Sulle dinamiche competitive nel settore dei  servizi  sanitari,  si  veda  M. D’ANGELOSANTE,
               Cittadinanza amministrativa, salute e sanità attraverso la lente dei rapporti tra i pubblici poteri e i privati e fra
               sistemi sanitari, in RDSS, anno XVI, n. 3, 2016, pp.  473 ss.
                  13  Sulla dimensione positiva dei sistemi di welfare in Europa, si veda Commissione Europea,
               Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Economic and
               Social Committee  and the Committee  of the Regions,  Towards Social Investment  for Growth and Cohesion  –
               including implementing  the European Social Fund 2014-2020, Bruxelles, 20 febbraio 2013, COM(2013)
               83 final, p. 2.
                  14   Da  ultimo,  si  veda l’iniziativa  lanciata  dalla  Presidenza dell’Unione europea denominata
               “Pilastro   europeo  dei   diritti   sociali”   reperibile   su   http://europa.eu/rapid/press-
               release_STATAMENT-17-4706_it.html. Sul tema, si rinvia a J. LUTHER, Il futuro dei diritti sociali dopo
               il “social summit” di Goteborg: rafforzamento o impoverimento?, in www.federalismi.it, numero speciale n.
               4/2018 su “I diritti sociali tra ordinamento statale e ordinamento europeo”, a cura di P. Bilancia.
                  15   Si  segnala  che  il  Trattato di  Lisbona contiene un’importante novità  rappresentata dalla
               “clausola sociale orizzontale”, la quale “prevede che le politiche dell’UE debbano tener conto delle
               esigenze sociali al fine di assicurare la coerenza tra le differenti politiche e gli obiettivi sociali. Ciò
               implica  che  le  politiche  europee  debbano assicurare  la  promozione  di  un  livello  di  impiego
               dignitoso, la garanzia di una protezione sociale adeguata, la lotta all’esclusione sociale, così come
               un buon livello di istruzione, di formazione e tutela della salute”. C. DEGRYSE – P. POCHET, Quanto
               diritto  sociale “produce” l’Europa, in M. CAMPEDELLI  – P. CARROZZA – L. PEPINO,  Diritto  di welfare.
               Manuale di cittadinanza e istituzioni sociali, Bologna, Il Mulino, 2010, pp.  186-187.
                  16  Per quanto riguarda l’ordinamento italiano, un elenco positivo di attività (e quindi di servizi)
               di  interesse generale è  rinvenibile  nell’art.  5,  d.  lgs.  n.  117/2017  (Codice del  Terzo  settore),
               considerata norma “fondamentale” dell’intero impianto riformatore. Vedi Relazione illustrativa al
               Codice del terzo settore, art. 5, p. 2.

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