Page 6 - Edoardo Caruso - Le procedure di affidamento dei servizi di trasporto sanitario
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ALCESTE SANTUARI





               fondamentali della persona e il suo diritto ad una vita migliore. In conseguenza
               di  questa  finalità,  ai  servizi  socio-sanitari  deve  essere  riconosciuta  una
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               specificità,  non  rinvenibile in altri  comparti di servizi, identificabile a) nella
               tendenziale non standardizzazione dei servizi in parola, atteso che essi vengono
               erogati  in  base  ai  bisogni  e  non  in  base  a  chi  li  eroga;  b) nell’interazione
               personale  e ad alto contenuto relazionale  che si  instaura  tra i produttori  e i
               beneficiari  dei  servizi  socio-sanitari;  c)  nell’accesso universalistico,  equo,  di
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               qualità  e  a  prezzi  sostenibili  che  i  SIG  devono  assicurare    e  d)  nel
               coinvolgimento  delle  organizzazioni  non  governative.  In  forza  delle
               caratteristiche  sopra  richiamate,  i  SIG  si  collocano  in  una  sorta  di  “zona
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               franca”,   intermedia  tra  attività  economiche,  da  gestire  secondo  i  canoni
               dell'efficienza  e  nell'ambito  di  un  contesto  competitivo   e  attività  non
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               economiche, da gestire in funzione dell'interesse generale ed in vista di obiettivi
               di coesione sociale o territoriale, di equità redistributiva, nonché di qualità dei
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               servizi  erogati.   Da  ciò  consegue  che  i  SIG  legittimamente permettono di

                  7   Si  tratta di  una specificità  che,  oggi,  può  essere messa in  dubbio  dalle mutate condizioni
               economiche che interessano l’ambito comunitario, così come segnalato in dottrina: “La difficile
               affermazione dei diritti sociali a livello comunitario, come peraltro lo è stata, anche se per ragioni
               diverse (e ben note) negli ordinamenti costituzionali, richiede, alla luce del momento giuridico ed
               economico  attuale,  di  indagare  innanzitutto  se  il  diritto  comunitario  –  normativo  e
               giurisprudenziale – comporti un arretramento nella protezione dei diritti sociali a vantaggio delle
               libertà  economiche nello  spazio  europeo, rispetto a  quella  assicurata  a  livello  nazionale o,  al
               contrario, una valorizzazione nuova”. D. TEGA,  I diritti  sociali nella dimensione  multilivello  tra tutele
               giuridiche  e  politiche  e  crisi  economica,  relazione  tenuta al  Convegno annuale  dell’Associazione
               “Gruppo  di  Pisa”,  su  “I  diritti  sociali:  dal  riconoscimento  alla  garanzia.  Il  ruolo  della
               giurisprudenza, Trapani, 8-9 giugno 2012, p. 4.
                  8   In  dottrina,  si  è  evidenziato che  i  servizi  di  interesse generale costituiscono “un istituto
               europeo, con il proprio bagaglio di principi e regole, [che] è venuto a sovrapporsi ai rispettivi regimi
               degli  Stati membri,  provocandone mutamenti e  generando un forte effetto di  armonizzazione.
               Mutamenti  ed  armonizzazione  sono  infatti  i  precipitati  di  questa  vicenda,  a  forte  “imprinting
               comunitario”. Così, F. CINTIOLI,  La dimensione  europea  dei servizi  di interesse  economico  generale,  in
               www.federalismi.it, n. 11/2012, pp. 1-2.
                  9  L’espressione è da riferirsi  al fatto che i servizi in parola  non rientravano direttamente tra i
               principi  sanciti  dai  trattati istitutivi  della  Comunità Europea,  poiché  appartenevano in  modo
               specifico agli ambiti di competenza dei singoli Stati membri.
                  10  Cfr. Parere del Comitato economico e sociale sul tema “I servizi sociali privati senza scopo di
               lucro nel contesto dei servizi di interesse generale in Europa”, in GUCE, 2001, C-311, pp. 33 ss.
                  11   Sull’argomento, si veda la  Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al
               Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni intitolata “Una
               disciplina  di  qualità  per  i  servizi di  interesse generale in Europa”, Bruxelles, 20  dicembre 2011
               COM(2011)  900  definitivo,  laddove si  può  leggere che  la  Commissione intende definire una
               “disciplina di qualità” fondata su tre linee d’azione: “in primo luogo, migliorare la  chiarezza e la
               certezza giuridica per quanto riguarda le norme dell’UE applicabili a questi servizi; in secondo luogo,
               fornire gli  strumenti che consentono agli Stati membri di  garantire ai cittadini l’accesso ai  servizi
               essenziali e di rivedere la situazione periodicamente; e in terzo luogo, promuovere iniziative relative
               alla qualità, in particolare per i servizi sociali che soddisfano esigenze particolarmente importanti”. (p.
               6). Per una disamina, in parte ancora valida, nonostante l’evoluzione normativa, sui servizi pubblici
               non economici nell’ordinamento italiano, si veda H. BONURA, La qualificazione dei servizi pubblici locali

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